La polentina triestina,un dolce della tradizione

Aggiornato il: mar 13


Non si può pensare all'Italia senza associare l'immagine di un piatto fumante di spaghetti oppure di una pizza croccante appena sfornata.


La cucina tradizionale è forse uno dei fiori all'occhiello del nostro Bel Paese.

Non esiste una città in tutto lo Stivale che non abbia un piatto tipico, una ricetta segreta oppure un ingrediente unico nel suo genere.

Ricca di cultura e storia, L'Italia è in grado di unire in cucina tradizione e passione come pochi altri paesi credo possano fare.

Per gli Italiani il cibo rappresenta un modo di comunicare con il resto del mondo.

L'ospitalità viene dimostrata per prima cosa con un bel piatto sulla tavola.

Sono le nostre nonne i veri chef per eccellenza, guardarle preparare un dolce tipico con naturalezza, impastare farina, zucchero e burro senza usare la bilancia, vederle sfornare delizie lievitate senza usare il timer è forse una delle ricchezze che dovremmo preservare a tutti i costi ed è nostro dovere tramandare alle nuove generazioni queste esperienze.

Sono nata a Trieste, ho vissuto per tanti anni a Torino, e poi sono tornata in questa bella citta di confine.

Non conoscevo bene la tradizionale pasticceria triestina perchè, a dir la verità, a parte qualche fiore all'occhiello, è poco conosciuta. Quando la mia amica Elena mi ha regalato il libro "Pasticceria triestina" di Mariella Devescovi Damini mi si è aperto un mondo!

Più di 500 pagine di dolci ricette a me sconosciute.

ll modo migiore per avvicinarmi a questo manuale sarebbe quello di aprire ogni volta una pagina a caso e fare il primo dolce proposto. Purtroppo per mancanza di tempo non è possibile, e così mi dedico a questa pasticceria tradizionale in precisi periodi dell'anno, oppure su richiesta, come in questo caso

.La mia amica Elin, olandese di origine, per far felice suo marito mi ha chiesto la ricetta della polentina triestina, dolce tipico venduto nelle migliore pasticcerie della città e particolarmente amato da Alessando la sua dolce metà.

Io non lo conoscevo, o almeno, non sapevo che si chiamasse così!

Ho quindi iniziato a sfogliare il ricettario della Damini trovando la versione base di questo speciale plumcake. Devo essere sincera però e avvisare tutti coloro che potrebbero aver voglia di acquistare questo libro che non è adatto ai principianti!

E' un ricettario ricco di tradizione e cultura ma non è semplice. I passaggi danno per scontate conoscenze di cucina che magari non si hanno, le spiegazioni non sono quelle super dettagliate "for dummies" che amo tanto e mi è capitato di dover provare più volte a fare un dolce cercando di coglierne i segreti dalle nonne, zie o vicine di casa più esperte di me.

Solo grazie all'unione delle due cose il risultato è stato soddisfacente.

Per la preparazione del Kugelhupl e per il Buchtel, lo scorso Natale, ho chiesto aiuto alla nonna di una compagna di pallavolo di mia figlia Asia. La sig.ra Liliana, grazie alle sue origine austriache, mi ha aiutato tantissimo con piccoli suggerimenti e trucchetti che hanno reso i miei dolci una prelibatezza assaporata durante la Vigilia con gli amici.

L'esperienza mi ha quindi suggerito, prima di dare la ricetta così come trovata sul libro ad Elin, di provare a farla. Il risultato è stato buono, una polentina soda e umida, adatta alla colazione che credo rappresenti un piatto della cucina tradizionale "povera".

I suoi ingredienti sono semplici, uova, burro, zucchero e farina.

Il nome può trarre in inganno pensando che per la realizzazione sia necessaria la farina di mais, in realtà credo che siano la consistenza e la forma di questo dolce ad averla battezzata "polentina" perchè non ha niente a che fare con la polenta vera e propria.



Mettiamoci ora ai fornelli:

Ingredienti per uno stampo da plumcake da 26 cm x 12 cm

  • 150 gr di burro ( a temperatura ambiente) 150 gr di zuccero

  • 150 gr di farina 00

  • 6 uova

  • 200 gr di marmellata a piacere ( io ho utilizzato la marmellata di ciliegie fatta in casa dalla mamma di un mio collega)

Procedimento:

  1. Preriscaldate il forno a 180° modalità statica.

  2. Sbattete lo zucchero e il burro con le fruste elettriche o con la planetaria fino ad ottenere un impasto ben amalgamato e spumoso.

  3. Dividete gli albumi dai tuorli e aggiungete questi ultimi uno alla volta all'impasto di zucchero e burro. Assicuratevi che il primo tuorlo si sia ben amalgamato prima di aggiungerne un'altro.

  4. Montate gli albumi a neve.

  5. Aggiungete gli albumi poco alla volta all'impasto , delicataemnte con una spatola di gomma.

  6. Finiti gli albumi aggiungete la farina sempre con movimenti delicati ,dal basso verso l'altro per evitare che il composto collassi.

  7. Imburrate bene ed infarinate lo stampo da plumcake.

  8. Versate l'impasto così ottenuto all'interno dello stampo.

  9. Aggiungete alla fine, sulla superficie , la marmellata. Aspettatevi che in cottura la marmellata vada sul fondo, è normale, non preoccupatevi!

  10. Infornate per 40 minuti a 180° con il forno già ben caldo.

  11. Controllatela dopo 30 minuti e fate sempre la prova stecchino!

  12. Una volta cotta lasciate raffreddare la vostra polentina prima di toglierla dallo stampo e servirla.



Avrete notato che questo dolce prevede una grossa quantità di uova che non lo rende sicuramente dietetico, il risutato finale però è stato quello della versione originale, compatto ma non asciutto questo plumcake è sicuramente particolare, perfetto nel suo ruolo di dolce tipico della tradizione può essere considerato un ottima colazione o merenda sostanziosa che veniva gustata dai nostri nonni dopo una lunga giornata di lavoro. Vi consiglio di foderare lo stampo con la carta forno se il vostro non è perfettamente antiaderente così da non rischiare che si attacchi compromettendone l'aspetto finale.

Ora attendo il risultato della mia amica Elin con la quale ho condiviso questa esperienza, chissà se suo marito Alessandro ha apprezzato gli sforzi.

Buon appetito!

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©2019 by Creato da Giorgia Bacchia con il sostegno morale della mia famiglia e dei miei amici.Fotodel Carso di Janko Furlan