Brodetto alla vastese, la tradizione italiana in tavola.


Estate 2020, un anno veramente di merda, posso scriverlo?

Ormai, fatto!

Questa è la verità, cosa posso farci?

Ma “non tutti i mali vengono per nuocere”, recita il proverbio e questa volta mi trova d'accordo.

Dopo varie riflessioni sulle ferie, ormai parola praticamente sconosciuta nel nostro vocabolario, decidiamo di accettare l'invito dei miei suoceri a trascorrere qualche giorno con loro a #Vasto, sulla bellissima costa abruzzese.

I giorni sono pochi, bisogna adattarsi e condividere gli spazi ( pensate solo che noi ci siamo mossi in 6, 4 persone, di cui due adolescenti e anche due cani!) ma noi avevamo la necessità di staccare la spina, proprio di prendere l'auto e andare via, altrimenti rischiavamo la neuro.

Partenza 6 agosto, due giorni di passaggio nelle colline marchigiane e poi tutti a Vasto.

Il nostro appartamento si trovava sullo stesso pianerottolo della zia di mia suocera, la zia Edda, uno dei componenti della famiglia Scordella che, come vuole la tradizione, quando si mette ai fornelli fa sfigurare anche Cracco e compagnia bella.

Tutti noi che abbiamo la fortuna di avere parenti “di giù” sappiamo bene che:

  • L'ospite è sacro

  • I pasti non si possono saltare MAI

  • A tavola cè posto sempre per tutti

Risultato, in 7 giorni abbiamo mangiato come se fossimo in un ristorante stellato sia a pranzo che a cena e la cosa non ci è affatto dispiaciuta.

Tutto, fin dalle prime ore dell'alba, ruotava intorno a cosa si decideva di mettere in tavola e qui l'esperienza fa la differenza.

Mia suocera Annalisa è la regina della #spesa,

Oltre ad avere un amore spassionato per questa attività, è una delle persone che la spesa la sa fare, siamo di fronte ad una professionista, mica un giro al supermercato, pescheria, panificio, pastificio e fruttivendolo, di questi anche più di uno perchè ogni bottega ha la sua specialità e in famiglia si devono mangiare solo prodotti freschissimi e buonissimi.

Ma non dovrebbe essere questo uno dei vanti di noi italiani?

Non è forse che negli ultimi anni stiamo perdendo questa capacità tramandata dalle nostre nonne di scegliere e riconoscere solo le cose migliori da mettere nel piatto?

Non parlo di ingredienti strani e sconosciuti, sto parlando di sapere scegliere un pomodoro, di riconoscere un buon melone, di capire se il pesce che si trova sul banco è fresco oppure ha qualche giorno.

Gesti all'apparenza semplici ma che ormai la mia generazione non sempre è in grado di fare, non ne voglio analizzare le motivazioni, ma la realtà è questa e ritengo sia un vero peccato.

Torniamo ora alla spesa e andiamo insieme dal pescivendolo, in particolare Shark a Vasto alta. Un banco pieno di tutto quello che possiamo volere, fresco e per la maggior parte locale.

I prezzi sono decisamente diversi da quelli che posso trovare nella mia zona e la fila di clienti inizia 30 metri fuori dalla porta. Prima di uscire, insieme a Zia Edda, si era deciso che la cena sarebbe stata a base di brodetto alla vastese, un classico piatto della #tradizione locale e abruzzese.

Qui gli ingredienti del #brodetto si vendono misti e hanno un prezzo unico, 15 euro al kg. Un misto che comprende #seppie, #triglie, #merluzzo, #razza, #sogliole, #gamberoni.... e altro ancora che tra poco vi racconterò nella ricetta ma rigorosamente della zona.

Fondamentale per cucinare questa prelibatezza è il #coccio, la tipica pentola senza la quale il brodetto non sarebbe la stessa cosa. Come forse sapete però il coccio deve essere trattato prima dell'utilizzo, altrimenti si rompe. Una notte intera in ammollo nell'acqua fredda, una prima bollittura con acqua e aceto e una seconda bollitura con gli scarti delle verdure prima di essere pronto ad accogliere il pesce.

Altro dettaglio fondamentale, il coccio si usa o per il pesce o per la carne, si perchè è un tipo di cottura che può essere utilizzata per diverse preparazioni ma si consiglia vivamente di non mescolare i gusti. Chiaramente, abbiamo usato il coccio di zia Edda, ormai veterano delle cotture di brodetto.

Veniamo alla ricetta, eravamo in 11!

Ingredienti:

  • 1 coccio grande

  • 1 kg di pomodori freschi ( qualità mezzotempo, tipici di Vasto o in alternativa pomodori pelati in barattolo, oppure san Marzano)

  • 1 peperone piccolo ortolano verde

  • 2 spicchi d'agliosale e olio

  • 2 seppie grandi pulite, senza becco e senza pelle

  • 1 merluzzetto

  • 1 mazzolina

  • 3 code di rospo

  • 1 San pietro piccolo

  • 3 pezzi di palombo

  • 1 tracina

  • 4 triglie

  • 1 razza

  • 1 pezzo di scorfano

  • 4 panocchie

  • 2 sogliole

  • 2 mazzancolle

  • 2 gamberi

Nota bene: come si vede dalle foto questo è un misto per brodetto, sono tutti pesci non di grossa taglia ma adatti a questo tipo di piatto, è un misto che a Vasto di prepara il pescivendolo di fiducia, se siamo noi a dover scegliere calcoliamo sempre che va tutto insieme quindi parliamo di una varietà mista di pesce di piccola taglia.In questa ricetta s'intende che il pesce è già tutto pulito.

Procedimento:

Pelare i pomodori e schiacciarli con una forchetta in modo da fare una salsa fresca.

Aggiungere abbondante olio nel coccio, circa 100 ml, mettere l'aglio, il peperone pulito dai semi, il pomodoro e il sale.

Mettere il coccio sul fuoco basso e aspettare che il sugo inizi a sobbollire, a questo punto iniziamo ad inserire il pesce.

Dal più grande al più piccolo, prima i crostacei, panocchie e gamberi, poi le seppie tagliate a listarelle abbastanza spesse, e poi i pesci, uno ad uno fino a finire tutti gli ingredienti.

Coprite e fate cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti. Mi raccomanda NON mescolate con il cucchiaio o con il mestolo ma prendete il coccio con uno straccio e muovetelo dolcemente con le due mani altrimenti il pesce si sfalderà.

Controllate sempre che non si asciughi troppo ma nello stesso tempo che non sia troppo liquido, il pesce rilascerà l'acqua e nel caso fosse troppa lasciate gli ultimi 10 minuti di cottura senza coperchio.

Servite caldo e abbiate l'accortezza di avere in tavola tanto buon pane, magari casereccio e fatto da voi ( qui la ricetta), perchè il sugo è la parte migliore, inzuppato nel pane è veramente la fine del mondo,

io ho pulito la pentola, cosa che mi è stata permessa solo perchè ero ospite!!

Come avete visto il procedimento non è complicato ma necessita di alcune accortezze, la parte più lunga è la pulizia del pesce ma il risultato vale tutta la fatica.

Questo è stato uno dei tanti momenti passati insieme a persone splendide che hanno reso i nostri giorni di vacanza veramente vacanza, ma voglio ringraziare in particolare Laura che ci ha accolti con tutta la nostra irruenza e ci ha accompagnati nelle giornate di svago e divertimento coccolandoci con tanti piccoli gesti che al giorno d'oggi sono rari.

E poi eccomi qua, in una bellissima foto con le cuoche, quelle serie, che se andassero a masterchef farebbero ammutolire anche i giudici!

Grazie di cuore per i bei momenti passati insieme...

e per i 3 kg in più che mi sono portata a casa....

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